PIERINO PIERONE

fiaba della tradizione italiana (Fiabe italiane, I. Calvino)

La storia

Pierino Pierone era un bambino alto così, che andava a scuola. Per la strada di scuola c’era un orto con un pero, e Pierino Pierone ci s’arrampicava a mangiar le pere. Sotto il pero passò la Strega Bistrega e disse:
Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina,
Ché a vederle, son sincera,
Sento in bocca l’acquolina 

Pierino Pierone pensò: «Questa si sente l’acquolina in bocca perché vuole mangiare me, non le pere», e non voleva scendere dall’albero. Colse una pera e la buttò alla Strega Bistrega. Ma la pera cascò per terra, proprio dov’era passata una mucca e aveva lasciato un suo ricordo.

La Strega Bistrega ripeté:
Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina,
Ché a vederle, son sincera,
Sento in bocca l’acquolina!
Ma Pierino Pierone non scese e buttò un’altra pera.

 
E la pera cadde per terra, proprio dov’era passato un cavallo e aveva lasciato un laghetto.

La Strega Bistrega ripeté la sua preghiera e Pierino Pierone pensò che era meglio accontentarla. Scese e le porse una pera.

La Strega Bistrega aperse il sacco ma invece di metterci la pera ci mise Pierino Pierone, legò il sacco e se lo mise in spalla    

Fatto un pezzo di strada, la Strega Bistrega dovette fermarsi a fare un bisognino: posò il sacco e si nascose in un cespuglio.

Pierino Pierone che intanto, coi suoi dentini da topo, aveva rosicchiato la corda che legava il sacco, saltò fuori, ficcò nel sacco una bella pietra e scappò.

La Strega Bistrega riprese il sacco e se lo mise sulle spalle.
Ahimè Pierino Pierone
Pesi come un pietrone!
disse, e andò a casa. 

L’uscio era chiuso e la Strega Bistrega chiamò sua figlia:
Margherita Margheritone,
Vieni giù e apri il portone
E prepara il  calderone  per bollire Pierino Pierone 

Margherita Margheritone apri e poi mise sul fuoco un calderone pieno d’acqua. Appena l’acqua bollì, la Strega Bistrega ci vuotò dentro il sacco. – Plaff! – fece la pietra, e sfondò il calderone; l’acqua andò sul fuoco e tutt’intorno e bruciò le gambe alla Strega Bistrega.
Mamma mia cosa vuol dire:
Porti i sassi da bollire?
disse Margherita Margheritone. E la Strega Bistrega saltando per il bruciore:
Figlia mia, riaccendi il fuoco,
Io ritorno qui tra poco.

Cambiò vestito, si mise una parrucca bionda, e andò via col sacco.
Pierino Pierone invece d’andare a scuola era tornato sul pero. Ripassò la Strega Bistrega travestita, sperando di non esser riconosciuta, e gli disse:
Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina,
Ché a vederle, son sincera,
Sento in bocca l’acquolina!

Ma Pierino Pierone l’aveva riconosciuta lo stesso e si guardava bene dallo scendere:
Non do pere alla Strega Bistrega
Se no mi prende e nel sacco mi lega.
E la Strega Bistrega lo rassicurò:
Non sono chi credi, son sincera,
Arrivata son qui stamattina,
Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina.

E tanto disse tanto fece che Pierino Pierone si persuase scese a darle una pera. La Strega Bistrega lo ficcò subito nel sacco.


Arrivati a quel cespuglio, dovette di nuovo fermarsi per un bisognino, ma stavolta il sacco era legato così forte che Pierino Pierone non poteva scappare.

 Allora il ragazzo si mise a fare il verso della quaglia. Passò un cacciatore con un cane cercando quaglie, trovò il sacco e l’aperse. Pierino Pierone saltò fuori e supplicò il cacciatore di mettere il cane al suo posto nel sacco. 

Quando la Strega Bistrega tornò e riprese il sacco, il cane lì dentro non faceva che dimenarsi e guaire, e la Strega Bistrega diceva:
Pierino Píerone non ti rimane
Che saltare e guaire come un cane.

Arrivò alla porta e chiamò la figlia:
Margherita Margheritone,
Vieni giù e apri il portone
E prepara il calderone
Per bollire Pierino Pierone.

Ma quando fece per rovesciare il sacco nell’acqua bollente, il cane furioso sgusciò fuori, le morse un polpaccio, saltò in cortile e cominciò a sbranar galline.
Mamma mia, che casi strani,
Tu per cena mangi i cani?
disse Margherita Margheritone. E la Strega Bistrega:
Figlia mia, riaccendi il fuoco,
Io ritorno qui tra poco.

Cambiò vestito, si mise una parrucca rossa e tornò al pero; e tanto disse tanto fece che Pierino Pierone si lasciò acchiappare un’altra volta. Questa volta non si fermò in nessun posto e portò il sacco fino a casa, dove sua figlia l’aspettava sull’uscio. 

Prendilo e chiudilo nella stia – le disse – e domani di buonora, mentre io sono via, fallo in spezzatino con patate.
Margherita Margheritone, l’indomani mattina, prese un tagliere e una mezzaluna e aperse uno spiraglio nella stia.
Pierino Pierone fammi un piacere,
Metti la testa su questo tagliere.
E lui:
Come? Fammi un po’ vedere.

Margherita Margheritone posò il collo sul tagliere e Pierino Pierone prese la mezzaluna, le tagliò la testa e la mise a friggere in padella.
Venne la Strega Bistrega ed esclamò:
Margheritone figlia mia bella,
Chi t’ha messa lì in padella?
Io! – fece Pierino Pierone su dalla cappa del camino,
Come hai fatto a salire lassù? – chiese la Strega Bistrega.
Ho messo una pignatta sopra l’altra e sono salito.
Allora la Strega Bistrega provò a farsi una scala di pignatte per salire ad acchiapparlo, ma sul più bello sfondò le pignatte, cadde nel fuoco e bruciò fino all’ultimo briciolo.

Perchè Pierino Pierone

La fiaba ha una struttura che aiuta a memorizzare fatti ed eventi, utilizzando il meccanismo della ripetizione; dal punto di vista linguistico l’uso di rime e ritornelli permette di sottolineare i momenti cruciali e facilita la ricostruzione delle sequenze narrative.

A chi è rivolta

Bambine e bambini da 4 a 8 anni.

Focus linguistico

Uso delle alterazioni e delle rime.

Analisi del testo

  • Uso delle immagini: le immagini sono coerenti con il testo.
  • Struttura narrativa: La struttura della storia è circolare (andata della strega – inganno di P e inganno – beffa – ritorno della strega) nei primi episodi; poi vi è una rottura e un finale inatteso.
  • Tempo narrativo: la scansione del tempo è data dagli episodi che si ripetono; la successione non è indicata, ma è desumibile dall’incipit.
  • Sceneggiatura: la sceneggiatura è fantastica solo perché c’è la strega.
  • Incipit: è dato dalla premessa che presenta il personaggio.
  • Ritmo narrativo: incalzante.
  • Struttura della fiaba: gli aiutanti entrano in gioco solo attraverso l’azione del protagonista nella ricerca di risoluzione del problema
  • Accorgimenti per mantenere viva l’attenzione: filastrocche in rima, la ripetizione degli eventi, l’uso di alterati;  il testo suscita molte emozioni, come paura, diffidenza, stupore. 
  • Aspetti linguistici: presenza di discorso diretto e indiretto; lessico inusuale (calderone, uscio,  son sincera, polpaccio verso ,quaglia, dimenarsi,  guaire, tagliere, mezzaluna, spiraglio, stia,  buonora, cappa, pignatta); uso di metafore e similitudini (ricordo per indicare presenza, bianca manina per indicare giovane età, laghetto  e bisognino per indicare pipì); l’uso dei verbi (indicativo imperfetto e passato remoto, uso di riflessivi) indica lo scorrere del tempo e aiuta i bambini a porsi domande e orientarsi tra passato/fatto antecedente e presente. Presenza di avverbi   di tempo (tanto disse tanto, questa volta, buonora, sopra, fino a, luogo qui, poco, non, quando); di aggettivi  possessivi e dimostrativi; presenza di pronomi personali e possessivi; di connettivi.
  • Funzioni della lingua: è molto presente la funzione persuasiva (lingua per convincere), soprattutto nei dialoghi.

Approfondimenti

Il testo si presta a esercitare le abilità di classificazione e di orientamento.

  • Classificazione: liste di parole (oggetti, animali, utensili da cucina, azioni …)
  • Orientamento: concetti topologici di base; costruzione di mappe e di percorsi dei personaggi, in andata e in ritorno, concetti di inizio – tappa intermedia – fine. Spazi aperti e spazi chiusi.
  • Scrittura: liste lessicali (verbi, nomi, aggettivi…); trasformazione dei nomi attraverso l’uso di alterati e dei suffissi o prefissi; riassunto (eliminare le parti non indispensabili alla comunicazione del racconto); uso dei connettivi di posizione e di luogo; sviluppo della funzione persuasiva nei dialoghi inventati.

I percorsi

I moduli

Le immagini del lessico

Indice